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Roma, amianto al circolo: sequestrata l'area

La proprietà del locale romano avrebbe smaltito illecitamente amianto interrandolo in giardino: sull'area un cinema all'aperto


Da tempo a Roma se ne parlava, ma solo oggi è uscita la notizia: uno dei locali di musica live ed eventi più rinomato ed apprezzato del panorama romano, è stato posto sotto sequestro dalla procura di Roma per alcuni illeciti edilizi e per aver smaltito materiali pericolosi nell'area giardino.

Il blitz, ordinato dal PM, era scattato alle 23 del 16 settembre 2014 quando i vigili urbani del Primo Gruppo di Roma Capitale, coordinati dal capo reparto della polizia giudiziaria, sono entrati nel locale puntando direttamente verso l'arena del cinema all'aperto.

Un ex dipendente della cooperativa che gestisce il locale, accusa direttamente il proprietario di avergli ordinato di smaltire alcune lastre di cemento-amianto in maniera illecita, materiali che era accantonato in un magazzino della struttura e che probabilmente attendeva di essere smaltito dal 1998, quando il Comune assegnò i locali:

"[...] Fui chiamato dal proprietario del locale, insieme ad altre quattro persone di sua conoscenza per smaltire vari materiali che erano stati appoggiati in un'area temporaneamente adibita a magazzino. Rimaneva da smaltire due cataste di 1,70 metri per un metro circa, alte un paio di metri, di lastre di Eternit. ordinò da uno smorzo una cospicua quantità di sabbia, cemento e rete elettrosaldata. Disse che bisognava fare un lavoro nel tempo più breve possibile lavorando, se necessario, anche di notte. Il lavoro consisteva nel mettere sopra la terra all'interno di quel locale le lastre delle due cataste di Eternit, metterci sopra la rete elettrosaldata e coprirle di cemento prima che qualcuno se ne accorgesse. Il giorno dopo ha fatto posizionare sopra la rete elettrosaldata, facendo ricoprire tutto con uno strato di "massetto" che una volta assestato è stato ricoperto con uno strato di mattoni."

afferma il testimone, secondo quanto riportato dal quotidiano Il Tempo. Accuse gravissime, sulle quali la procura di Roma si è mossa immediatamente: nel corso del blitz del settembre 2013 le autorità, con l'ausilio di un perito, alcuni operai ed un bulldozer, rinvennero esattamente in quel punto quasi due metri di cataste di cemento amianto seppellite a due metri e mezzo di profondità, proprio sotto l'area cinema utilizzata dall'ignara associazione culturale.

Secondo la procura di Roma i controlli sarebbero stati elusi, fino ad oggi, grazie alle feste che il circolo organizzava per garantirsi il silenzio e "la distrazione" dei vigili urbani preposti ai controlli, che così si godevano grandi serate di balli e divertimento proprio sopra l'Eternit sotterrato illegalmente: in quella buca l'amianto è rimasto per 18 mesi, fino allo scorso ottobre.

Secondo il legale della proprietà, citata dal testimone nell'ottobre scorso, lo smaltimento dell'eternit è stato fatto "rispettando le modalità previste dalla legge", anche se non sembra essere dello stesso avviso la procura di Roma.

Tuttavia, al netto della presunzione d'innocenza, il ritrovamento e la successiva perizia ordinata dalla procura sembrano sconfessare, almeno fino a questo momento, le tesi della difesa: il sospetto è che si sia proceduto con l'interramento dell'amianto per abbattere proprio i costi di smaltimento, molto alti per materiali pericolosi come l'asbesto e per questo da affidare a ditte specializzate, secondo norme molto stringenti.

Il grosso dell'indagine riguarda in realtà le strutture abusive edificate nell'area del circolo, oltre che "le mutazioni urbanistiche" e il mancato pagamento del canone di locazione al Comune sin dal 1998, quando l'area dove ora sorge il locale non era che uno sfasciacarrozze (di cui l'area urbana di Roma è piena): l'assegnazione dell'area al circolo fu firmata dall'allora sindaco e entro 120 sarebbe dovuto essere firmato un formale atto di concessione, cosa mai avvenuta.

Le bonifiche dell'area sarebbero dovute spettare, come da accordo, dallo stesso circolo: il sequestro di oggi pone quindi inquietanti interrogativi allargabili a tutti gli sfasciacarrozze nell'area urbana di Roma sui materiali ivi immagazzinati, spesso in aree a cielo aperto.

Allo stato attuale non sembra esistere nessuna anagrafe pubblica degli sfasciacarrozze nè dei siti da bonificare dall'amianto sui quali sono necessarie le bonifiche: eppure Roma è piena di amianto, dai tetti di Ostia alla struttura del (fu) ex-Velodromo, abbattuto con la dinamite contro ogni buon senso, fino addirittura alla sede della Rai.

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