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Edilizia e Smaltimento srl

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Roma Normativa Canne Fumarie

Smaltimento e rifacimento Canne Fumarie

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Alcune riflessione sulla normativa, sia nazionale che locale o tecnica, riguardo le canne fumarie per caldaie da riscaldamento per scaldabagni a gas e per cucine.

La legislazione nazionale di riferimento è il DPR 412/93.
La normativa tecnica, norme UNI, che invece si occupano di stabilire in modo prettamente tecnico il dimensionamento delle canne fumarie e le fasce di rispetto che la fuoriuscita fumi deve garantire rispetto ad altre finestrature piuttosto che la distanza da volumi chiusi. Il riferimento generale è la UNI 7129.

Il Codice Civile detta le norme prettamente legate al rispetto dei terzi, sia per quanto riguarda le distanze ed in particolare, quando la canna fumaria deve necessariamente interessare la proprietà di quancun altro.

L'articolo 873 stabilisce che anche le canne fumarie debbano rispettare tutti i criteri di distanze contenuti negli articoli 873, 905, 906 e 907, che stabiliscono i limiti di distanze nelle costruzioni e le norme per il rispetto degli affacci e delle vedute.

Le normative locale Regionali o Comunali, possono indicare sul come quando o dove poter installare una canna fumaria. Ad esempio porre dei vincoli a palazzi come nel caso delle città storiche, dove le facciate degli edifici sono vincolate dalle belle arti. Ma non è detto che nei centri storici si avietato l'uso delle canne fumarie. Fortunatamente la legge numero 90 del 2013, prevede che se c'è una incompatibilità tecnica o di tutela che rende impossibile realizzare la canne fumarie con sbocco sopra il tetto, con asseverazione di un tecnico, si può installare in facciata anche se è obbligatorio ad installare una caldaia a condensazione. La canna fumaria in facciata deve comunque rispettare le distanze minime della norma UNI 7129.

CANNE FUMARIE E CONDOMINIO

La giurisprudenza con la sentenza della corte di cassazione numero 4936 del 2014 - sancisce che le canne fumarie non devono rispettare le distanze minime del codice civile in quanto non rappresenterebbe una costruzione: valgono dunque le sole regole del regolamento di condominio e le eventuali regole contenute nei regolamenti edilizi e di igiene comunali.
I regolamenti condominiali possono essere di due tipi
- regolamento contrattuale che è immodificabile dall'assemblea, .
- regolamento assembleare che è immodificabile con le maggioranze dell'articolo 1136 del C.C.

Per quanto riguarda gli edifici non vincolati, si può evitare l'installazione di canna fumaria visto il d.lgs. 102 del 2014:

- quando si deve sostituire un generatore di calore individuale preesistente (e legittimamente installato) privo di canna fumaria;
Allora è obbligatorio installare una caldaia a camera stagna con rendimenti elevati

- quando si sostituisce l'intero sistema di riscaldamento individuale in edifici plurifamiliari che non sono dotati di camini e che non dispongono nemmeno di sistemi "adeguabili" a tale scopo;
Obbligo di adottare caldaie a condensazione con emissioni medie di ossidi di azoto non superiori a 70 mq/Kwh.

- quando si installano uno o più "generatori ibridi compatti" composti da una caldaia a condensazione e una pompa di calore elettrica;

installando un generatore ibrido compatto certificato dal produttore composto da una caldaia a condensazione ed una pompa di calore elettrica, ossia installando un impianto che può arrivare a COP superiori a 5.

Di seguito alcuni promeroria riguardo le Canne Fumarie :

Le cappe di cottura della cucina devono espellere i vapori verso l'esterno, (le "cappe filtranti" sono sempre fuori legge), in una canna fumaria. Se non è possibile realizzarla, allora la norma UNI consente lo scarico a parete, purché sia collegato ad un aspiratore meccanico che si attivi contestualmente all'accensione dei fuochi, e non manovrato dall'utente vedi la norma UNI 7129 punto 2.5.1.1.

Il regolamento edilizio del Comune di Roma all'articolo numero 58, sancisce che i posti di cottura devono comunque avere la cappa collegata ad una canna fumaria fino alla sommità dell'edificio: quindi si tiene conto del regolamento edilizio che annulla quanto stabilito nelle norme UNI.

Sempre relativamente alla città di Roma, il regolamento edilizio sanitario, all'art. 64 specifica esplicitamente che sono esentati dal dover arrivare fino al tetto i fumaioli per le stufe (caldaie) a gas per il riscaldamento "di singoli ambienti".

Quasi la metà dei locali del centro storico lavora con canne fumarie a carboni attivi, impianti alternativi che per la Asl sono irregolari.

Dati alla mano, la presidente del municipio ha preparato una delibera che vieta all'ufficio commercio del primo municipio di accettare l'avvio di nuove attività che non dimostrino di avere la tradizionale canna fumaria esterna all'edificio con sbocco dei fumi sul tetto.

A Roma la Asl, in una lettera inviata al municipio lo scorso marzo, precisa che "l'adozione di impianti alternativi alle canne fumarie è da ritenersi al momento irregolare".

E scrive ancora: "La generica affermazione contenuta nell'articolo 64 del regolamento d'igiene non comporta in alcun modo la legittimazione di tali impianti".