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Edilizia e Smaltimento srl

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Roma Normativa Canne Fumarie

Smaltimento e rifacimento Canne Fumarie

RICHIEDI UN PREVENTIVO.

Le canne fumarie non sono una costruzione, ma un accessorio ad un impianto.
Ogni condomino la può installare a sue spese, sempre che non modifichi le linee architettoniche dell'immobile, non pregiudichi la stabilità e la sicurezza del palazzo e non impedisca l'uso paritario agli altri condomini della parete comune interessata.
L'articolo 1102 del Codice Civile, relativo all'uso della cosa comune enuncia: "Il singolo condomino può apportare al muro perimetrale, senza bisogno del consenso degli altri partecipanti alla comunione, tutte le modificazioni che consentano di trarre dal bene comune una particolare utilità aggiuntiva rispetto a quella goduta dagli altri condomini, purché non impedisca agli altri condomini l'uso del muro comune e non ne alteri la normale destinazione con interventi di eccessiva vastità".
Per quanto riguarda il rispetto delle distanze.
Il singolo condomino, ha titolo a ottenere la concessione edilizia per un'opera a servizio della sua abitazione e sita sul muro perimetrale comune, nel rispetto dei limiti sopracitati, anche se il condominio non abbia dato o abbia negato il proprio consenso.
Per quanto riguarda il rispetto delle distanze, la canna fumaria installata sul muro perimetrale comune non può essere superiore a 75 cm. a volte 1 mt. dai più vicini sporti dei balconi di proprietà esclusiva degli altri condomini.
Inoltre, non deve ridurre considerevolmente la visuale degli altri condomini con affaccio sulla parete interessata.
Infine, le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni provenienti dalla canna fumaria non devono in alcun modo superare il limite della normale tollerabilità.

Sempre relativamente alla città di Roma, il regolamento edilizio sanitario, all'art. 64 specifica esplicitamente che sono esentati dal dover arrivare fino al tetto i fumaioli per le stufe (caldaie) a gas per il riscaldamento "di singoli ambienti".

Quasi la metà dei locali del centro storico lavora con canne fumarie a carboni attivi, impianti alternativi che per la Asl sono irregolari.

Dati alla mano, la presidente del municipio ha preparato una delibera che vieta all'ufficio commercio del primo municipio di accettare l'avvio di nuove attività che non dimostrino di avere la tradizionale canna fumaria esterna all'edificio con sbocco dei fumi sul tetto.

A Roma la Asl, in una lettera inviata al municipio lo scorso marzo, precisa che "l'adozione di impianti alternativi alle canne fumarie è da ritenersi al momento irregolare".

E scrive ancora: "La generica affermazione contenuta nell'articolo 64 del regolamento d'igiene non comporta in alcun modo la legittimazione di tali impianti".