Cos’è l’amianto? Perché fa male. Breve sunto

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Amianto (Asbesto): Guida alla Valutazione del Rischio e Obblighi di Legge

L’amianto, conosciuto anche come asbesto, è un insieme di minerali del gruppo dei silicati (serpentino e anfiboli) ampiamente utilizzato in passato nel settore edile e industriale. Sebbene sia un materiale dalle straordinarie capacità di resistenza al calore e flessibilità, la sua estrema pericolosità per la salute ha portato l’Italia a vietarne l’uso, la produzione e la commercializzazione con la Legge 257/1992.

Cos’è l’Amianto e dove si trova?

I minerali classificati come amianto dalla normativa italiana sono principalmente sei:

  • Crisotilo (Amianto bianco): il più diffuso, utilizzato nel 75% dei casi.

  • Amosite (Amianto bruno).

  • Crocidolite (Amianto blu).

  • Tremolite, Antofillite e Actinolite.

Il 75% dell’amianto utilizzato in Italia è stato impiegato nel settore edilizio sotto forma di fibrocemento (noto commercialmente come Eternit). È comune trovarlo in:

  • Canne fumarie e serbatoi.

  • Lastre per coperture e tegole.

  • Tubi, condotte e canalizzazioni.

  • Materiali di attrito (freni), guarnizioni, tessuti ignifughi e coibentazioni.

Perché l’amianto è pericoloso per la salute?

L’amianto è un agente cancerogeno certo. Il rischio principale è legato alla dispersione di fibre nell’aria: una fibra di amianto è 1.300 volte più sottile di un capello umano e può essere facilmente inalata.

L’inalazione di queste polveri può causare patologie gravi e spesso letali, tra cui:

  1. Asbestosi: una cicatrice cronica del tessuto polmonare.

  2. Mesotelioma pleurico: un tumore aggressivo che colpisce le membrane dei polmoni.

  3. Carcinoma polmonare.

Importante: Non esiste una soglia minima di sicurezza. Anche l’inalazione di una singola fibra può rappresentare un rischio.

Obblighi di Legge per Proprietari e Amministratori

Ai sensi della normativa vigente, la responsabilità della gestione del rischio amianto ricade sui proprietari di immobili e sugli amministratori di condominio.

In quanto responsabili di eventuali danni causati dalla dispersione di fibre alla collettività, questi soggetti hanno l’obbligo di:

  • Valutazione dello stato di conservazione: è necessario analizzare la pericolosità dei manufatti in cemento amianto per determinare se siano integri o friabili.

  • Censimento e Comunicazione: Per l’amianto friabile, sussiste l’obbligo di comunicarne la presenza ai Dipartimenti di Prevenzione (ASL/ARPA) secondo i censimenti regionali.

  • Piano di Gestione e Manutenzione: Attuare azioni tempestive per garantire la sicurezza dei locali e delle persone (dipendenti o residenti) che vi stazionano.

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Se gestisci un immobile o un impianto con sospetta presenza di amianto, non correre rischi legali o sanitari.

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