Incapsulamento amianto: cos’è, quando conviene, come si fa

Ott 15, 2026

L’incapsulamento è uno dei tre metodi di bonifica dell’amianto, insieme alla rimozione e al confinamento. Consiste nel trattare il manufatto in cemento-amianto con prodotti che penetrano nel materiale e lo ricoprono con una pellicola protettiva, così che le fibre restino bloccate. L’amianto non viene eliminato: viene messo in sicurezza e resta dov’è.

In breve: conviene incapsulare quando le lastre sono integre o poco degradate e il tetto non va rifatto. Se il materiale è rotto, molto eroso o la copertura è da sostituire, la rimozione chiude il problema per sempre.

Quando conviene incapsulare l’amianto

L’incapsulamento è la scelta giusta quando:

  • il materiale è compatto e ancora in buone condizioni, con un degrado solo superficiale;
  • la struttura sottostante è sana e non serve rifare la copertura;
  • serve un intervento rapido e con costi contenuti rispetto alla rimozione;
  • l’edificio non sarà demolito o ristrutturato a breve.

Non conviene se le lastre sono rotte, sfaldate o molto erose, se il tetto ha infiltrazioni o se nei prossimi anni sono previsti lavori sulla copertura: in quel caso si paga due volte.

Incapsulamento, confinamento o rimozione: il confronto

Incapsulamento Confinamento (sovracopertura) Rimozione
Cosa succede all’amianto Resta, trattato in superficie Resta, coperto da una nuova copertura Viene eliminato e smaltito
Quando si usa Lastre integre o poco degradate Lastre integre, struttura in grado di reggere il peso Sempre possibile; necessaria se il materiale è molto degradato
Controlli dopo Sì, periodici Sì, periodici No
Problema chiuso per sempre No No Sì

Se valuti la rimozione, leggi bonifica amianto compatto e rifacimento coperture.

I 4 tipi di incapsulamento previsti dalla legge

Il DM 20 agosto 1999 classifica i rivestimenti incapsulanti in base all’uso:

  • Tipo A, a vista all’esterno: per coperture e manufatti esposti agli agenti atmosferici. È il caso tipico del tetto in eternit.
  • Tipo B, a vista all’interno: per manufatti in ambienti interni, integri ma a rischio di danneggiamento oppure già danneggiati.
  • Tipo C, non a vista: a supporto di un confinamento o di una sovracopertura.
  • Tipo D, ausiliario: si usa durante la rimozione, per evitare che le fibre si disperdano.

Per il tipo A il decreto prevede uno spessore medio del film secco di almeno 300 micron e richiede che gli ultimi due strati siano di colore diverso e contrastante, così da verificare a vista che il trattamento sia completo.

Come si esegue l’intervento

  1. Sopralluogo e valutazione dello stato di conservazione delle lastre.
  2. Comunicazione all’ASL prevista dalla normativa prima dell’inizio dei lavori.
  3. Preparazione del supporto senza idropulitrici ad alta pressione né spazzole, che libererebbero fibre: si applica prima un prodotto consolidante.
  4. Applicazione dei prodotti certificati negli spessori richiesti, con gli ultimi due strati di colori diversi.
  5. Certificazione finale con scheda del prodotto, spessori applicati e durata minima garantita dal produttore.

Tutte le fasi devono essere eseguite da un’impresa iscritta all’Albo Gestori Ambientali per la bonifica dell’amianto. Edil Laurentina è iscritta in categoria 10 [classe e n. di iscrizione].

Incapsulamento dell’amianto con poliurea

La poliurea è un rivestimento elastico ad alto spessore usato anche su coperture in eternit. Si può impiegare per l’incapsulamento solo se il prodotto è certificato secondo il DM 20/08/1999 per il tipo di intervento: chiedi sempre la scheda tecnica e l’attestato del prodotto prima di firmare.

Quanto dura l’incapsulamento e cosa fare dopo

La durata dipende dal prodotto (la indica l’attestato) e dall’esposizione della copertura. Dopo l’intervento il proprietario deve tenere un programma di controllo: ispezioni periodiche, verifica di crepe o distacchi e ripristino del trattamento quando serve. Quando l’incapsulamento arriva a fine vita, la scelta torna tra un nuovo trattamento e la rimozione. Per il monitoraggio nel tempo vedi gestione del rischio amianto.

Pro e contro

Pro Contro
Tempi brevi L’amianto resta nell’edificio
Nessun rifiuto da smaltire Servono controlli periodici
Costo inferiore alla rimozione Una futura rimozione sarà più complessa
L’edificio resta utilizzabile durante i lavori Il trattamento va rinnovato nel tempo

Lavori recenti: incapsulamento amianto in condominio. Se cerchi un’impresa in città: incapsulamento amianto a Roma.

Domande frequenti

Un tetto incapsulato si può calpestare?

No, le lastre in cemento-amianto restano fragili anche dopo il trattamento: per salire servono sempre passerelle e dispositivi anticaduta.

Posso incapsulare l’amianto da solo con un kit?

No: l’incapsulamento è un intervento di bonifica e va eseguito da un’impresa abilitata, iscritta all’Albo Gestori Ambientali.

Meglio incapsulare o rimuovere l’amianto?

Se le lastre sono integre e il tetto non va rifatto, l’incapsulamento è una soluzione valida. Se il tetto è da rifare o le lastre sono degradate, la rimozione chiude il problema in modo definitivo.

Che cosa sono i tipi A, B, C e D di incapsulamento?

Sono le quattro categorie di rivestimento incapsulante del DM 20 agosto 1999: A per manufatti a vista all’esterno, B a vista all’interno, C non a vista a supporto del confinamento, D ausiliario durante la rimozione.

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