L’incapsulamento è uno dei tre metodi di bonifica dell’amianto, insieme alla rimozione e al confinamento. Consiste nel trattare il manufatto in cemento-amianto con prodotti che penetrano nel materiale e lo ricoprono con una pellicola protettiva, così che le fibre restino bloccate. L’amianto non viene eliminato: viene messo in sicurezza e resta dov’è.
In breve: conviene incapsulare quando le lastre sono integre o poco degradate e il tetto non va rifatto. Se il materiale è rotto, molto eroso o la copertura è da sostituire, la rimozione chiude il problema per sempre.
Quando conviene incapsulare l’amianto
L’incapsulamento è la scelta giusta quando:
- il materiale è compatto e ancora in buone condizioni, con un degrado solo superficiale;
- la struttura sottostante è sana e non serve rifare la copertura;
- serve un intervento rapido e con costi contenuti rispetto alla rimozione;
- l’edificio non sarà demolito o ristrutturato a breve.
Non conviene se le lastre sono rotte, sfaldate o molto erose, se il tetto ha infiltrazioni o se nei prossimi anni sono previsti lavori sulla copertura: in quel caso si paga due volte.
Incapsulamento, confinamento o rimozione: il confronto
| Incapsulamento | Confinamento (sovracopertura) | Rimozione | |
|---|---|---|---|
| Cosa succede all’amianto | Resta, trattato in superficie | Resta, coperto da una nuova copertura | Viene eliminato e smaltito |
| Quando si usa | Lastre integre o poco degradate | Lastre integre, struttura in grado di reggere il peso | Sempre possibile; necessaria se il materiale è molto degradato |
| Controlli dopo | Sì, periodici | Sì, periodici | No |
| Problema chiuso per sempre | No | No | Sì |
Se valuti la rimozione, leggi bonifica amianto compatto e rifacimento coperture.
I 4 tipi di incapsulamento previsti dalla legge
Il DM 20 agosto 1999 classifica i rivestimenti incapsulanti in base all’uso:
- Tipo A, a vista all’esterno: per coperture e manufatti esposti agli agenti atmosferici. È il caso tipico del tetto in eternit.
- Tipo B, a vista all’interno: per manufatti in ambienti interni, integri ma a rischio di danneggiamento oppure già danneggiati.
- Tipo C, non a vista: a supporto di un confinamento o di una sovracopertura.
- Tipo D, ausiliario: si usa durante la rimozione, per evitare che le fibre si disperdano.
Per il tipo A il decreto prevede uno spessore medio del film secco di almeno 300 micron e richiede che gli ultimi due strati siano di colore diverso e contrastante, così da verificare a vista che il trattamento sia completo.
Come si esegue l’intervento
- Sopralluogo e valutazione dello stato di conservazione delle lastre.
- Comunicazione all’ASL prevista dalla normativa prima dell’inizio dei lavori.
- Preparazione del supporto senza idropulitrici ad alta pressione né spazzole, che libererebbero fibre: si applica prima un prodotto consolidante.
- Applicazione dei prodotti certificati negli spessori richiesti, con gli ultimi due strati di colori diversi.
- Certificazione finale con scheda del prodotto, spessori applicati e durata minima garantita dal produttore.
Tutte le fasi devono essere eseguite da un’impresa iscritta all’Albo Gestori Ambientali per la bonifica dell’amianto. Edil Laurentina è iscritta in categoria 10 [classe e n. di iscrizione].
Incapsulamento dell’amianto con poliurea
La poliurea è un rivestimento elastico ad alto spessore usato anche su coperture in eternit. Si può impiegare per l’incapsulamento solo se il prodotto è certificato secondo il DM 20/08/1999 per il tipo di intervento: chiedi sempre la scheda tecnica e l’attestato del prodotto prima di firmare.
Quanto dura l’incapsulamento e cosa fare dopo
La durata dipende dal prodotto (la indica l’attestato) e dall’esposizione della copertura. Dopo l’intervento il proprietario deve tenere un programma di controllo: ispezioni periodiche, verifica di crepe o distacchi e ripristino del trattamento quando serve. Quando l’incapsulamento arriva a fine vita, la scelta torna tra un nuovo trattamento e la rimozione. Per il monitoraggio nel tempo vedi gestione del rischio amianto.
Pro e contro
| Pro | Contro |
|---|---|
| Tempi brevi | L’amianto resta nell’edificio |
| Nessun rifiuto da smaltire | Servono controlli periodici |
| Costo inferiore alla rimozione | Una futura rimozione sarà più complessa |
| L’edificio resta utilizzabile durante i lavori | Il trattamento va rinnovato nel tempo |
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Domande frequenti
Un tetto incapsulato si può calpestare?
No, le lastre in cemento-amianto restano fragili anche dopo il trattamento: per salire servono sempre passerelle e dispositivi anticaduta.
Posso incapsulare l’amianto da solo con un kit?
No: l’incapsulamento è un intervento di bonifica e va eseguito da un’impresa abilitata, iscritta all’Albo Gestori Ambientali.
Meglio incapsulare o rimuovere l’amianto?
Se le lastre sono integre e il tetto non va rifatto, l’incapsulamento è una soluzione valida. Se il tetto è da rifare o le lastre sono degradate, la rimozione chiude il problema in modo definitivo.
Che cosa sono i tipi A, B, C e D di incapsulamento?
Sono le quattro categorie di rivestimento incapsulante del DM 20 agosto 1999: A per manufatti a vista all’esterno, B a vista all’interno, C non a vista a supporto del confinamento, D ausiliario durante la rimozione.
La tua copertura si può incapsulare?
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